Partendo dall’ultimo rapporto redatto dalle otto Caritas della regione Umbria che inquadra il fenomeno della povertà (nel 2018 in Umbria la quota delle famiglie in povertà relativa è pari al 14,3%, in crescita rispetto al 12,6% dell anno precedente) e considerando che la povertà (assoluta e relativa) ha superato da anni le caratteristiche tipiche del fenomeno transitorio e congiunturale, per assumere i connotati di un’involuzione strutturale, che allarga progressivamente le diseguaglianze sociali ed intacca i diritti fondamentali, si è ritenuto necessario affrontare il tema che è la madre di tutte le problematiche di cui la politica oggi deve occuparsi.
Le scelte economiche di austerity adottate dalle istituzioni globali, europee e nazionali, sostenute ed avallate negli anni anche dai partiti di centrodestra che amministrano la nostra città, hanno aggravato lo status economico e sociale degli individui e delle famiglie;
Si propone di adottare un modello di prevenzione ed in particolare il Welfare Generativo (WG), che sia in grato di rigenerare le risorse già disponibili, responsabilizzando le persone che ricevono aiuti, al fine di aumentare il rendimento degli interventi delle politiche sociali a beneficio dell’intera collettività. In questo modo, è possibile aggredire alla radice sia la povertà, che il disagio ad essa connesso, e non semplicemente con le Ordinanze repressive che scelgono il “daspo urbano”, perché la lotta alla povertà non deve trasformarsi nella lotta ai poveri.
In concreto, si chiede all’Amministrazione di istituire il Tavolo permanente sulle povertà coinvolgendo tutti i soggetti interessati (Servizi sociali, Asl, Distretto socio-sanitario, Forze dell’Ordine, Organizzazioni sindacali, Associazioni di categoria, Agenzie per il lavoro, Caritas, Oratori, associazioni di volontariato) in un percorso volto ad affrontare, ma anche a prevenire le situazioni di disagio estremo, come, altresì, ad intervenire nel caso in cui tali situazioni sfocino in casi di “dipendenza” (tossico dipendenza, alcolismo, ludopatia, etc.), o come in atti che possano alimentare l’offerta disperata di lavoro sfruttato e sommerso, o minare la sicurezza urbana.
Si chiede, inoltre, di rifinanziare il Fondo straordinario per intervenire nei casi in cui persone singole e/o famiglie non riescano a corrispondere il pagamento delle bollette, evitando così che le utenze primarie vengano sospese, e di attivare, in via sperimentale, Borse lavoro per disoccupati ed iscritti al Collocamento mirato, previa definizione delle risorse e dei criteri di assegnazione.
Si chiede, in ultimo, di avviare un percorso di ascolto e collaborazione con la Diocesi di Foligno, sull’esempio di altre realtà italiane come in primis nel Comune di San Severo (FG), per verificare la possibilità di proporre, anche nella nostra città e territorio, la sottoscrizione di intese volte all’emersione delle situazioni estreme di povertà, al fine di conoscere, sostenere ed aiutare al meglio tutti quei nuclei familiari che versano in condizioni estreme di povertà.
Va bene illuminare l’intera città per le Feste natalizie, ma a che serve se poi il presente e futuro di molte persone e famiglie rimane nel buio più totale. Pertanto, si chiede con forza all’Amministrazione comunale, già dal prossimo Bilancio 2020, di utilizzare le giuste risorse per chi realmente ne ha bisogno, e per aggredire seriamente il problema delle povertà diffuse nel nostro territorio.
