🌎Oggi è il World Earth Day.

La raccolta dei dati relativi al consumo di risorse e all’impronta dell’uomo ci mostra dei numeri allarmanti.

Nel mondo:

Le risorse totali che ogni anno entrano a far parte dei processi produttivi e dell’economia hanno un peso globale pari all’incredibile cifra di 92,8 miliari di tonnellate. Di queste 37.9 sono minerali, 9.6 Minerali grezzi, 16.6 Combustibili fossili e 28.7 Biomasse. Del totale delle risorse la maggioranza, ovvero 84,4 miliardi di tonnellate non vengono riutilizzate.

Solo 8,4 miliardi di tonnellate sono riutilizzati.

In discarica sono conferiti i due terzi dei materiali, ovvero 61,1 miliardi di tonnellate, e divengono emissioni inquinanti in atmosfera o rifiuti; 21,5 miliardi sono materiali di lunga durata come edifici e infrastrutture (che negli anni hanno contribuito a un accumulo totale di 890 miliardi di tonnellate di materiali a lunga durata).

Il divario ci fa comprendere dove risieda il tesoro dell’economia del futuro.

Earth Overshoot Day indica a livello illustrativo il giorno nel quale l’umanità consuma interamente le risorse prodotte dal pianeta nell’intero anno. Nel 2019 l’Earth Overshoot Day è caduto il 29 luglio. Sono attualmente consumate risorse pari a 1,7 volte la capacità rigenerativa annuale del pianeta Terra, mai così presto da quando negli anni ’70 si è iniziato a calcolarlo.

In Italia:

Secondo il Living Planet Report 2002, curato dal WWF Internazionale in base ai dati di Redefining Progress sull’impronta ecologica e dell’UNEP World Conservation Monitoring Centre sulla biodiversità, l’italiano medio ha un’impronta ecologica 3,84 unità equivalenti (3,57 unità equivalenti di ecosistemi produttivi terrestri e 0,27 unità equivalenti di ecosistemi produttivi marini).

Un quadrato di 196 metri di lato, fatto per il 7,03% da mare, per il 7,81% da foreste, per il 21% da terreni agricoli, per il 4,68% da pascoli, per il 1,82% da superfici edificate (città, strade, infrastrutture), e per ben il 57,5% da aree per l’assorbimento dell’anidride carbonica.

Il nostro paese possiede una capacità biologica di 1,18 unità di superficie a persona ed è quindi pesantemente in deficit di 2,66 unità di superficie: ci vorrebbero 3 Italie per soddisfare i consumi italiani.

📖Educare al consumo consapevole risulta oggi più che mai necessario. La ricerca e l’innovazione sono più che mai urgenti per progredire nelle conoscenze rispetto alle pratiche di riconversione ecologica.

È necessario costruire un’etica ecologista, che sia la base valoriale delle azioni quotidiane. Ambire al reale connubio tra tutela dell’ecosistema e progresso.

❗️Lo Sviluppo Sostenibile è essenziale.

Foligno 2030 ha vissuto sempre come una priorità la causa ecologista, attraverso il suo programma “UNA CITTÀ CHE RESPIRA” ha lavorato per concepire l’ambiente come opportunità di progettazione delle politiche locali entro nuove sfide, sempre finalizzate ad un ripensamento dell’ambiente come tema centrale per l’elaborazione di soluzioni strategiche sostenibili.

Dall’Europa arriva un esempio virtuoso: i programmi Europei (quali i LIFE e Horizon 2020) sono le uniche misure cui attingono gli Stati e le imprese per finanziare progetti di transizione energetica, economia circolare, ottimizzazione delle risorse, cooperazione internazionale.

Gli Stati e le imprese viceversa non hanno in genere politiche destinate alla transizione ecologica e all’integrazione delle politiche dello sfruttamento e riuso delle risorse. Là dove si vede un ostacolo è invece la soluzione.

L’ambito europeo è importante, è oggi il faro che indica come progettare un’economia del futuro. Ci si attende da questo punto di vista maggiore integrazione politica DELL’EUROPA, maggiori incentivi e vincoli per la transizione ecologica.

Sistemi integrati e interconnessi, solidarietà, consapevolezza e ricerca.

“Siete rimasti senza scuse e noi siamo rimasti senza più tempo.” Greta Thumberg

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